Si potrebbe immaginare la Famiglia come una “cellula” e l’umanità come un “organismo vivente complesso”, composto appunto dalle singole cellule (famiglie). Bene! Allora per deduzione avremmo un organismo sano se le sue cellule sono sane! Secondo Voi oggi nel 2014 potremmo affermare che l’umanità è sana?…

…Vediamo cosa dice il rapporto del Worldwatch Institute realizzato in collaborazione con l’Onu e presentato a Washington (per leggere il testo completo consultare il sito www.worldwatch.org) lo scorso 24 maggio sono riportate le seguenti, tragiche, statistiche che denotano la totale assenza di valori della nostra umanità e il predominio di un sistema criminale globalizzato:

– un miliardo e 200 mila persone vivono in stato di estrema povertà e un altro miliardo non ha abbastanza cibo e non ha accesso ad acqua potabile. Circa 3 milioni e mezzo di persone muore ogni anno per aver bevuto acqua infetta; – nel 2000, le macchine in circolazione superavano i 532 milioni e queste, oltre al surriscaldamento del pianeta e all’aumento dell’inquinamento, favoriscono una vita più sedentaria; – gli USA consumano il 26% del petrolio del pianeta avendo meno del 5% della popolazione mondiale e producono il 24% delle emissioni inquinanti della Terra; – scende del 2% la produzione di sigarette ma salgono dell’80% dal ’90 le vendite nei Paesi in via di sviluppo. Gli USA sono il maggior esportatore di tabacchi con il 21% del totale; – un sempre maggior numero di batteri, virus, parassiti e funghi che provocano diversi tipi di malattie, tra i quali la malaria e l’Aids, sono resistenti ai farmaci. Ciononostante almeno la metà degli antibiotici viene venduta inutilmente portando nelle casse dell’industria farmaceutica 337 miliardi di dollari a fronte dei 132 miliardi dell’83. Secondo il rapporto tale industria “se ne frega” della salute della maggior parte degli esseri umani poiché circa un terzo degli abitanti del pianeta non può accedere a sistemi di cura adeguati mentre il farmaco più venduto al mondo è per la cura dell’indigestione.

In sostanza, un 10/20% dell’umanità è ipernutrito e muore di infarto, diabete e cancro mentre il resto muore delle malattie dei poveri. L’ecologo e futurologo Jeremy Rifkin, presidente della “Fondazione delle tendenze economiche” di Washington, tra le altre cose è assolutamente contrario ai cibi transgenici e alla clonazione, dichiara <<che il 40% della ricchezza dell’umanità è concentrato nelle mani di 366 individui>>. Inoltre, continua, la terra non viene più sfruttata per gli esseri umani ma per produrre il foraggio per le bestie che finiranno sulle tavole dei ricchi così i poveri, che non hanno carne, vengono privati anche dei cereali. Rifkin è inoltre preoccupato per <<il vertiginoso aumento delle specie in via di estinzione, che rimangono senza il loro habitat e i loro mezzi di sostentamento. Con l’industrializzazione, la sovrappopolazione, la globalizzazione stiamo distruggendo il sistema ecologico. Si riducono le foreste, l’acqua potabile. Stiamo eliminando persino i pesci>>. <<Inoltre, i ghiacci polari si sciolgono. Tra 30 o 40 anni, alcuni Paesi potrebbero essere inondati, il Bangladesh in Asia, parte dell’Olanda e della Germania in Europa, i Caraibi nelle Americhe. Vent’anni fa conservavo un po’ di ottimismo, adesso non più>>. Bene!, anzi male!… visto che il “nostro organismo vivente” (l’umanità) sta molto male, per la deduzione fatta all’inizio andiamo a vedere se le singole cellule (famiglie) stanno bene:

Alain Touraine, un sociologo francese, in seguito alla fine della famiglia parla esplicitamente di La fin des sociétés (la fine della società). E’ una sorpresa amara constatare la crescita delle famiglie “unipersonali”, per usare un ossimoro. Se da una parte c’è il crollo dei matrimoni e delle famiglie ordinarie (padre madre- figli), dall’altra crescono le famiglie formate da una sola persona (in Italia – per fare un solo esempio – quest’ultime sono passate da 5,2 milioni nel 2001 a 7,2 milioni tra il 2001 e il 2011). La diminuzione dei matrimoni religiosi e di quelli civili non si è trasferita nella formazione di altre forme di convivenza (le cosiddette coppie di fatto), ma nella crescita di persone che scelgono di stare da sole. Insomma, qualsiasi legame impegnativo è insopportabile. La deriva è chiara: ci avviamo verso una società de-familiarizzata, fatta di persone sole che si uniscono senza alcun impegno. All’esaltazione assoluta dell’individuo corrisponde lo sgretolamento di qualsiasi legame saldo e duraturo. La globalizzazione dell’individualismo indebolisce ogni legame e rende incerto il futuro sia dei singoli che delle società. Quando qualche studioso – penso a Zygmunt Bauman – parla di “società liquida” fotografa una società strutturalmente incerta nei legami: non ci si può fidare di nessuno. I rapporti stabili, ritenuti impossibili, non sono neppure da cercare….ecc…

Alla fine dei conti sembrerebbe che il problema della famiglia – e quindi del mondo – sia il singolo individuo. Infatti, se ci pensiamo bene l’egoismo è generalizzato, le persone sono capaci a chiedere ma non a dare, al limite siamo disposti a concedere qualche cosa solo dopo aver ricevuto. Ed il risultato è che siamo tutti soli e disorientati. Generalmente non crediamo in niente e in nessuno, l’unica cosa a cui tutti aspiriamo è il benessere ottenuto con ogni mezzo. Credo che siete d’accordo con me nel pensare che se siamo così ci meritiamo quello che abbiamo! Pensate ciascuno di noi può contribuire a cambiare il mondo… basta cambiare noi stessi! Dobbiamo avere il coraggio di essere diversi, se riceviamo un torto non dobbiamo ricambiare con un altro torto, altrimenti l’ingiustizia si perpetua. Dobbiamo perdonare e porgere l’altra guancia, se tutti lo facessimo sarebbe un mondo perfetto e avremmo tutti una vita migliore. Per i credenti e anche per i non credenti questo, aspetto non secondario, vuol dire accumulare “tesori in cielo”. Sappiamo benissimo che ci saranno sempre persone che si approfittano degli altri, ma se passano in minoranza avranno i giorni contati  perché la giustizia comincerebbe a regnare. Nella mia vita ho potuto constatare  (con mano) – grazie Signore – che ogni parola della Bibbia è verità, vediamo cosa dice a proposito della famiglia:

Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse:«Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta». Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. (Genesi 2,18-24) In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. (Proverbi 31,11) Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo? Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina (Gen 1, 27) e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? (Gen 2, 24). Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Mt 19,3-6) “Gli obiettarono: Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e mandarla via? Rispose loro Gesù: Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra commette adulterio” (Mt 19, 7-9) Il marito compia il suo dovere verso la moglie; ugualmente anche la moglie verso il marito. La moglie non è arbitra del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche il marito non è arbitro del proprio corpo, ma lo è la moglie. Non astenetevi tra voi se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera, e poi ritornate a stare insieme, perché satana non vi tenti nei momenti di passione. (Corinzi 7,3-5) Agli sposati poi ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito – e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito – e il marito non ripudi la moglie. Agli altri dico io, non il Signore: se un nostro fratello ha la moglie non credente e questa consente a rimanere con lui, non la ripudi; e una donna che abbia il marito non credente, se questi consente a rimanere con lei, non lo ripudi: perché il marito non credente viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre invece sono santi. Ma se il non credente vuol separarsi, si separi; in queste circostanze il fratello o la sorella non sono soggetti a servitù; Dio vi ha chiamati alla pace! E che sai tu, donna, se salverai il marito? O che ne sai tu, uomo, se salverai la moglie? (Corinzi 7,10-16) Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio. (Corinzi 11,3) L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli. Tuttavia, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo è senza la donna; come infatti la donna deriva dall’uomo, così l’uomo ha vita dalla donna; tutto poi proviene da Dio. (Corinzi 11,7-12)

Alle donne, nel mio piccolo, mi sento di dire:«Non dovete pensare di essere seconde agli uomini e per questo ambire a fare tutto ciò che fanno gli uomini, la verità è che avete compiti diversi, seguire la natura e la parola di Dio è la scelta  più saggia. Non c’è niente di male nell’amare il proprio uomo incondizionatamente, senza riserve, dovete dare e non chiedere, poiché è donando che si riceve. Alle prime ombre che assalgono la vostra relazione e mettono in dubbio il futuro benessere non colpevolizzate il vostro compagno. L’uomo ha estremo bisogno del vostro appoggio e della vostra forza, spesso le sue scelte e il suo successo dipendono da questo, e se a volte soffrite sappiate che la sofferenza innalza e sarete benedette (parlere bene di Voi) sia dagli uomini che da Dio. Pensate per un momento alle sofferenze di nostro Signore, è morto in croce, nel modo più crudele per noi… ma quanto bene ha fatto al mondo?…»

Agli uomini (compreso a me stesso) mi sento di dire:«Rispettate e onorate le vostre donne, amatele senza riserve, sono un dono del Signore. Offendendole, offendete Dio! Sappiate controllare i vostri impulsi, a differenza degli animali, avete una coscienza… non calpestatela… ma ascoltatela. Siete a immagine e somiglianza di Dio… non lo fate vergognare per Voi. Anche se sembra tutto l’opposto, cominciate a credere nella giustizia… vedrete alla lunga il bene paga tantissimo. E se prenderete la strada giusta, non sarete mai soli… Gesù sarà sempre con voi.»

A tutti mi sento di dire:«E se avete peccato (tutti siamo peccatori)? Poco male!… Così potrete sperimentare la misericordia di Dio.»

 

(Articolo di Maurizio Marrani)

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