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Profezie Apocalittiche

Dedicato a:

A Maria Santissima vera ispiratrice, se non autrice.
Ai miei figli Marco e Mattia, che abbino il coraggio di essere
diversi.
A mia moglie Andreina, la sorgente primaria per la mia crescita.
Alle Suore Cappuccine di Santa Veronica di Città di Castello, per aver tanto pregato per me.Al giornalista Simone Bandini per il supporto tecnico e morale.
A satana che, grazie al male che mi ha inflitto, mi ha fatto innamorare dell’amore.

Alle Suore di clausura Cappuccine di Santa Veronica Città di Castello.

Piangendo Francesco
disse un giorno a Gesù: «Amo il sole, amo le stelle, amo Chiara e le sorelle; amo il cuore degli uomini, amo tutte le cose belle.
O Signore,
mi devi perdonare,
perché te solo
io vorrei amare».
Sorridendo il Signore gli rispose così: «Amo il sole, amo le stelle,
amo Chiara e le sorelle;
amo il cuore degli uomini,
amo tutte le cose belle. O Francesco,
non devi pianger più, perché io amo
ciò che ami tu».

Testo copertina

La Lettura e la meditazione dell’Apocalisse richiedono qualche fatica. Tuttavia è un libro affascinante e lo sforzo di comprensione è compensato. Si tratta di un libro incomprensibile? No. Molte sono le cose che si comprendono anche ad una prima lettura. Resta vero però che nel suo insieme è un libro inafferrabile. Temi, scene ed espressioni – alle volte con facilità, alle volte con fatica – si possono chiarire, ma l’insieme continua a sfuggirci. Anche se l’impressione e che ancora non sia stata trovata la chiave capace di schiuderci il suo segreto.

Retro di copertina

Ma, oggi, grazie alla sconvolgente profezia del prete del Libano contenuta in questo libro (non riconosciuta dalla Chiesa), e con l’aiuto delle innumerevoli profezie Mariane, sembra che il primo sigillo sia aperto e la chiave trovata. Sarà il lettore a giudicare questo incredibile risultato. E' opportuno comunque ricordare che per noi cristiani la fine del mondo porta alla vita e alla venuta di nostro Signore Gesù Cristo, ed è anche opportuno ricordare che queste profezie vanno prese con le molle perché solo Dio sa l'ora e il giorno e tutti coloro che affermano i tempi sono falsi profeti.

Maurizio Marrani

Presentazione

La Lettura e la meditazione dell’Apocalisse richiedono qualche fatica. Tuttavia è un libro affascinante e lo sforzo di comprensione è compensato. Si tratta di un libro incomprensibile? No. Molte sono le cose che si comprendono anche ad una prima lettura. Resta vero però che nel suo insieme è un libro inafferrabile. Temi, scene ed espressioni – alle volte con facilità, alle volte con fatica – si possono chiarire, ma l’insieme continua a sfuggirci. Anche se l’impressione e che ancora non sia stata trovata la chiave capace di schiuderci il suo segreto. Ma, oggi, grazie alla sconvolgente profezia del prete del Libano contenuta in questo libro (non riconosciuta dalla Chiesa), e con l’aiuto delle innumerevoli profezie Mariane, sembra che il primo sigillo sia aperto e la chiave trovata. Sarà il lettore a giudicare questo incredibile risultato. L’Apocalisse è soprattutto un libro personale e geniale, è la trascrizione di un’esperienza di fede: un’esperienza semplice e ricca, una visione attorno alla quale Giovanni ha riportato le immagini viste, sviluppato un immenso artificio letterario. Non basta analizzare questo artificio letterario, occorre individuare quell’intuizione di fede di cui esso è espressione. La storia che ci viene narrata non è un racconto. Si tratta di una costruzione e solo se comprendiamo la costruzione riusciamo a capire qualcosa del passato e dei documenti che dal passato sono giunti a noi. Ed è senza dubbio importante conoscere i singoli materiali della costruzione, la loro origine e il loro significato, a patto però che, nel contempo, si raggiunga l’intuizione centrale che li unifica e li trasforma. E questo non è semplice frutto di erudizione e di analisi, ma di “simpatia”: è possibile unicamente se si legge e rilegge. In altre parole, si richiede intuizione, e questo è possibile unicamente se si realizza fra testo e lettore un rapporto di profonda conoscenza e simpatia. L’apocalisse fu scritta verso il 90-95 d.C. La tradizione ci dice che l’evangelista Giovanni lasciò la Palestina e che si stabilì in Efeso, il capoluogo della provincia romana dell’Asia. Il libro fu scritto durante un periodo di persecuzione. Giovanni esiliato a Patmos (1,9), era probabilmente condannato a lavorare duramente nelle cave di pietra dell’isola. Alcuni cristiani erano stati uccisi (2,13) e altri imprigionati per la loro fede. Ma il peggio doveva ancora venire (2,10) e sarebbe giunto con l’imposizione obbligatoria del culto dell’imperatore romano. I primi cristiani vivevano in un’attesa spasmodica del ritorno di Gesù Cristo, attesa non ancora realizzata a 60 anni dalla sua morte. Era naturale che alcuni vacillassero. Per questo, le lettere dirette alle Chiese e tutto il libro cercano di incoraggiarli a perseverare. Dio rimane sovrano, nonostante le apparenze. E’ Gesù Cristo il Signore della storia, non l’imperatore; lui ha in mano la chiave del destino e verrà a giudicare. Un futuro glorioso e fantastico attende il credente fedele e in particolare quanti danno la vita per Cristo. Questo mondo e quanto avviene in esso è nelle mani di Dio, che ama e si prende cura del suo popolo. Con il suo messaggio Giovanni mirava ad istruire oltre che incoraggiare. I simboli vivi, molto chiari ai primi lettori del suo libro che circolava nelle Chiese, diceva poco alle autorità (sempre pronte a lanciare accuse di sedizione) e, cosa più importante ancora, sarebbero rimasti ugualmente vivi per i cristiani di tutte le epoche. La nostra epoca materialistica stenta a comprendere lo spirito del libro. Da un lato, invece di vedervi un appello all’immaginazione, lo riduce ad una tavola cronologica di eventi. Dall’altro, per reagire al razionale, lo riduce ad un lavoro impregnato di fantasticherie e di misticismo. Al contrario, per capire l’Apocalisse bisogna vederla come un libro materiato di visioni e di immagini e nello stesso tempo come un libro saldamente radicato nella storia, che proclama Gesù Cristo come Signore di questa. Oggi abbiamo forse necessità più che mai delle sue realtà eterne e atemporali, nonché delle prospettive che essa ci apre.

Maurizio Marrani

Premessa

Gli uomini che si fermano a riflettere sul senso della vita sono graditi al Signore. Lo Spirito della sapienza è un dono e la sua ricerca innalza e avvicina a Dio. Salomone il terzo re di Gerusalemme chiese al Signore: «Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male.». Al Signore piacque che Salomone avesse domandato la saggezza nel governare. Dio gli disse: «Perché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te né una lunga vita, né la ricchezza, né la morte dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento per ascoltare le cause, ecco faccio come tu hai detto. Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente: come te non ci fu alcuno prima di te né sorgerà dopo di te. Ti concedo anche quanto non hai domandato, cioè ricchezza e gloria come nessun re ebbe mai. Se poi camminerai nelle mie vie osservando i miei decreti e i miei comandi, come ha fatto Davide tuo padre, prolungherò anche la tua vita». La sapienza va chiesta con umiltà, e non per propri scopi ma per il bene altrui. Allora Dio risponderà e illuminerà la tua mente e il tuo cuore, perché come per tutte le virtù deve sussistere la sintonia tra mente e cuore. Lo spirito della Sapienza ti condurrà per mano in nuovi e inesplorati sentieri alla ricerca della verità, “alla ricerca del senso della vita”. In un viaggio affascinante senza fine, in un volo planato pieno di emozioni, sorretto dal vento dell’amore. Arriverai a capire che la vita acquista senso e significato, che tutto è in armonia, che tutto è perfetto, che tutto è Dio, che tutto è Amore.

Maurizio Marrani

Prefazione

Come è possibile vivere: «senza accorgersi di vivere!». Noi uomini siamo tutti persi, siamo come immersi in un girone dantesco fatto di preoccupazioni e pensieri, che si sovrappongono frenetici, e tutti rivolti in direzione di interessi e problemi da risolvere. Dolori, ricerca di gioie, ambizioni ci spingono affannosamente in una corsa che non porta da nessuna parte. Passano gli anni e ci accorgiamo che non ci siamo spostati nemmeno di un centimetro, quello che pensavamo di ottenere non l’abbiamo ottenuto, quello che pensavamo portasse felicità a portato solo amarezza e anche i soldi, per chi è riuscito ad attenerli, non alleviano le nostre frustrazioni. Oggi gli uomini sono come l’asino riportato sui vangeli gnostici, che girando intorno alla mola aveva percorso 100 miglia e quando fu sciolto si trovava sempre sullo stesso posto. Non vi sorge il dubbio che forse stiamo dando importanza a tutto ciò che non è importante. Per uscire da questo girone occorre volerlo, occorre cominciare a dare importanza a ciò che fino ad ora non era importante per noi, io vi dico: «Fate che ogni vostro passo vi porti in un altro posto, crescete sempre, e quando il vostro intelletto non è più sufficiente a capire usa- te il cuore, coltivate la spiritualità che innalza l’uomo vicino a Dio, siate sempre giusti e comprensivi, coltivate la gnosi, che è conoscenza e amore. Allora la benedizione dell’Onnipotente scenderà su di Voi, vedrete ciò che non avevate mai visto, sentirete ciò che non avevate mai sentito e vi renderete conto di essere simili a Dio, di essere figli dell’Altissimo, e finalmente vi accorgere dell’incredibile dono che è la vita.»

Maurizio Marrani

Inroduzione

Perché esiste il bene e il male? Noi ci troviamo immersi in un miracolo divino, tutto ciò che ci circonda ci stupisce e colpisce la nostra mente la creazione così complicata e così perfetta! Tutto è in equilibrio e in armonia! Come è possibile credere che: «la vita, l’universo sia venuto da solo per caso!». Non occorre molta intelligenza per affermare che: «Esiste sicuramente ’un Creatore’!». Perché allora non cerchiamo di conosceLo meglio? Alcune persone, come me, sono in cerca di risposte e ’posso affermare con assoluta certezza che le risposte esistono! Basta saper cercare. Bene, torniamo alla domanda di partenza: «Perché esiste il bene e il male?». Nella genesi si legge:

Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: «Non dovete mangiare di alcun albero del giardino»?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: «Non dovete mangiar- ne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete»». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male».

Quindi il bene e il male sono una conseguenza del peccato originale, si potrebbe definire che il “sistema di cose” o meglio l’insieme delle regole che governano la nostra vita possa essere enunciato come: «il teorema del bene e male». Perché Dio nella sua infinita sapienza ha scelto per noi proprio questo “sistema di cose”. Se ci riflettiamo un attimo la guerra continua tra bene e male porta come conseguenza la “scelta”, porta a schierarsi per una delle due fazioni. Sant’Agostino a questo proposito afferma che il nostro cuore è lanciato verso il bene. Allora la domanda fondamentale è: «perché nel mondo regna il male?». Vediamo se questo libro riesce a fornire una risposta a questa domanda!

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Capitoli

Capitolo 1

Il bene e il male

BUONA LETTURA

Capitolo 2

Profezie apocalittiche Mariane

BUONA LETTURA

Capitolo 3

Profezia sconvolgente di un prete cattolico del Libano

BUONA LETTURA

Capitolo 4

Messaggio di Maria a La Salette

BUONA LETTURA

Capitolo 5

Profezie apocalittiche di Maria a Medjugorje

BUONA LETTURA

Capitolo 6

Profezia apocalittica di Teresa Neumann

BUONA LETTURA