3 GIORNI A MEDJUGORJE

ilbiribino

16 Novembre 2015

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Capitolo 8

8 La morale

In un sondaggio del Censis del 2002, il 65% degli italiani ha dichiarato di credere in Gesù. Se questo fosse vero la nostra vita sarebbe molto migliore, le persone si vorrebbero bene aiutandosi a vicenda e gli approfittatori ed i prepotenti non avrebbero trovato terreno fertile per le loro tresche. La paura di vivere e morire sarebbe smorzata. Il nostro sarebbe un paese dove regnano serenità, giustizia ed onestà.

8.1 I veri credenti

Quindi la gran parte di costoro o ha mentito, o non è veramente credente. Molto probabilmente essi credono a modo loro. Forse pensano che Gesù sia esistito; quindi credono nella sua esistenza ma non credono o non conoscono il suo messaggio. Essi non seguono comunque la sua parola. Se chiedessimo loro che cos’è la fede, ci risponderebbero: «Credere in Dio». Se il 65% di noi fosse credente sul serio, allora vi sarebbe un 65% di cosiddetti fedeli. Allora come mai le chiese sono deserte? Il fatto è che si pensa a Dio con superficialità: come ad un mago che creò l’universo con un colpo di bacchetta magica. Ovvero lo associamo ad una “favola” e, vista la nostra radicata disillusione, non ci crediamo più. Adesso l’unico nostro Dio è l’uomo, il successo e soprattutto il denaro.

8.2 Poca scienza allontana da Dio, ma molta riconduce a Lui

L’evoluzione tecnologica, i successi della medicina ed il progresso scientifico hanno contribuito, per ovvi motivi, ad allontanarci da Dio; ma se questo percorso ha un senso come mai il più grande scienziato dell’ultimo secolo, Albert Einstein, pronunciò frasi di questa natura?

«Il valore di un uomo dovrebbe essere misurato in base a quanto dà e non in base a quanto è in grado di ricevere.»

«Il caso è la via che Dio usa quando vuole restare anonimo.»

«Essendo un amante della libertà, quando avvenne la rivoluzione in Germania, guardai con fiducia alle università sapendo che queste si erano sempre vantate della loro devozione alla causa della verità. Ma le università vennero zittite. Allora guardai ai grandi editori dei quotidiani che in ardenti editoriali proclamavano il loro amore per la libertà. Ma anche loro, come le università vennero ridotti al silenzio, soffocati nell’arco di poche settimane. Solo la Chiesa rimase ferma in piedi a sbarrare la strada alle campagne di Hitler per sopprimere la verità. Io non ho mai provato nessun interesse particolare per la Chiesa prima, ma ora provo nei suoi confronti grande affetto e ammirazione, perché la Chiesa da sola ha avuto il coraggio e l’ostinazione per sostenere la verità intellettuale e la libertà morale. Devo confessare che ciò che io una volta disprezzavo, ora lodo incondizionatamente.»

«La modernità ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo, altrimenti il pianeta non si salva

«Dio è sottile ma non è malizioso.»

«Il sentimento religioso degli scienziati prende la forma di un entusiastico stupore di fronte all’armonia della legge naturale, che rivela una intelligenza di tale superiorità che, comparati con essa, tutto il sistematico pensiero e l’azione del genere umano non ne sono che un riflesso completamente insignificante.»

«Vi sono due modi secondo cui la scienza influisce sulla vita dell’uomo. Il primo è familiare a tutti: direttamente ancor più indirettamente la scienza produce strumenti che hanno completamente trasformato l’esistenza umana. Il secondo è per sua natura educativo, agendo sullo spirito. Per quanto possa apparire meno evidente a un esame frettoloso, questa seconda modalità non è meno efficiente della prima.»

«La gravitazione non può comunque essere ritenuta responsabile del fatto che la gente s’innamora.»

«Dio non ha tirato i dadi a caso.»

«Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.»

«Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata.»

«Soltanto una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena vivere.»

«La cosa più bella con cui possiamo entrare in contatto è il mistero. È la sorgente di tutta la vera arte e di tutta la vera scienza.»

«Dio è ingegnoso, ma non disonesto.»

«Quando la soluzione è semplice, Dio sta rispondendo

«Dovremmo stare attenti a non fare dell’intelletto il nostro Dio; esso ha, certamente, muscoli potenti, ma nessuna personalità.»

«Ogni persona seriamente risoluta nella ricerca della scienza diventa convinta che nelle leggi dell’universo si manifesta uno spirito, uno spirito di gran lunga superiore a quello dell’uomo, e uno di fronte al quale noi, con i nostri modesti poteri, dobbiamo sentirci umili.»

«Tanto più avanza l’ulteriore evoluzione del genere umano, tanto più certo mi sembra quel sentiero verso la genuina religiosità che non si adagia sulla paura della vita, sulla paura della morte e sulla fede cieca.»

«La mia religione consiste di un’umile ammirazione per l’illimitato spirito superiore che rivela se stesso nei leggeri dettagli che siamo capaci di percepire con la nostra mente gracile e debole.»

«Non riesco a concepire un vero scienziato senza una fede profonda. La situazione può esprimersi con un’immagine: la scienza senza la religione è zoppa; la religione senza la scienza è cieca.»

«Ci sono due modi in cui puoi vivere la vita. Uno sta nel non ritenere possibile il miracolo. L’altro sta nel ritenere ogni cosa un miracolo.»

«Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.»

Non a caso sulla Bibbia c’è scritto che la conoscenza è alla base della fede. Un concetto confermato dalla teoria agostiniana sui rapporti fra ragione e fede, sintetizzata nella duplice forma: crede ut intelligas (credi per capire) e intellige ut credas (capisci per credere). Agostino intende dire che per capire, ossia, per avere conoscenza e trovare la verità, è indispensabile credere, cioè possedere la fede, la quale è simile alla luce che ci indica il cammino. Viceversa, per avere una salda fede è indispensabile comprendere ed esercitare l’intel- letto, cioè avere conoscenza. Per Agostino la ragione e la fede sono alla base del rapporto dell’uomo con Dio. Quindi, in fin dei conti, la mancanza di fede è dettata dalla superficialità e dall’ignoranza. Come afferma il biologo Louis Pasteur:

«Poca scienza allontana da Dio, ma molta riconduce a Lui.»

Chi ha capito ciò che ha studiato si sente ancora più umile e ignorante di prima. Solo i superbi e gli stolti dopo la laurea si sentono come Dio in terra. Il saggio avrebbe detto: innalziamo i primi e temiamo i secondi.

8.3 Il coraggio di vivere

Come avrete sicuramente sperimentato, la vita non è facile! Tutte le volte che un uomo si sente al tappeto ha due possibilità di reagire: la prima è quella di arrendersi ed essere un fallito, moralmente parlando; la seconda è quella di rialzarsi e continuare a lottare. Tutti voi avrete visto i film cult di Rocky. Non siete d’accordo con me nel ritenere che il fascino immediato e la bellezza di quei films siano nascosti nel carattere di Rocky, che non si arrende mai, che si rialza sempre? È il suo coraggio a commuoverci ed a suscitare ammirazione. La vita ci ha steso più volte al tappeto, così come a Rocky. Non sempre abbiamo trovato la forza di rialzarci. Perché abbiamo scelto la strada più facile che richiedeva meno responsabilità e che ci faceva soffrire di meno. Ma siamo soddisfatti di noi stessi? Ci stimiamo? Sappiamo benissimo che la sensazione che deriva da un fallimento è devastante. Ci affossa e ci distrae con futili diversivi, stupidi hobbies, magari con gli accessori di ultimo grido per la macchina, nei casi peggiori con il video poker! Ma la cosa più grave è che una volta che ci siamo arresi ed abbiamo aperto la via facile, di lì passeremo sempre, anche di fronte a sfide ben minori. Saremo falliti per tutta la vita e se la vita continua anche do- po la morte, saremo falliti per l’eternità. Il vero motivo che ci porta alla resa è la mancanza di un motivo per combattere e, spesso, l’assenza della fede stessa. Pensiamo che tutto sia uno schifo, e perché allora lottare? Ma siamo noi stessi a dover fare la differenza; è la stima di noi stessi che non dobbiamo perdere mai. Il coraggio più grande che una persona possa avere è quello di essere diverso – all’inizio di questo libro, nelle dediche, ai miei figli ho augurato di avere il co- raggio di essere diversi. Se non stimate gli altri perché sono cattivi, perché fate i cattivi anche voi? Dovete avere il coraggio di dire: «Loro sono cattivi, io voglio essere diverso!». Dobbiamo essere convinti di stare dalla parte giusta, dalla parte di Dio. Questa consapevolezza ci farà essere diversi, ci darà il coraggio necessario. Dovete credere fermamente che la vita non può essere così ingiusta. Anche quando l’evidenza porta a conclusioni opposte. Quando vi viene questo dubbio alzate gli occhi al cielo e ammirate l’opera di Dio, e poi pensate: “Possibile che tutto quello che ci circonda – un tale miracolo! – sia stato creato per la felicità di un manipolo di stronzi?!”. La risposta è ovvia e, se ascolterete il vostro cuore, sentirete montare un coraggio da leoni che vi farà fare la scelta giusta.

8.4 La vita è un miracolo

Occorrono dunque dei saldi riferimenti a cui ancorare il nostro coraggio. Che cosa c’è di più saldo del miracolo della vita? In tutto ciò che ci circonda c’è vita. Ce lo dice il ronzio degli insetti, il canto degli uccelli, il fruscio degli animaletti nel microcosmo del sottobosco. La vita è presente nelle gelide regioni polari così come negli aridi deserti. Prospera dall’assolata superficie dei mari fino agli abissi più tenebrosi. Minuscole creature svolazzano nelle alte regioni dell’atmosfera. Innumerevoli microrganismi sono all’opera sotto i nostri piedi per rendere fertile il suolo su cui cresce la vegetazione che sostiene altri organismi viventi. Le forme di vita sulla terra sono così numerose e varie da sfidare l’immaginazione. Equilibri energetici incredibili tengono tutto questo in armonia. Pensate alle stagioni, al ciclo dell’acqua – il sole attiva il ciclo dell’acqua riscaldandola e fa evaporare parte di essa nell’aria; le correnti d’aria ascensionali sollevano il vapore in alto nell’atmosfera dove la temperatura più bassa ne provoca la condensazione in goccioline microscopiche che formano le nuvole; i venti trasportano le nubi per il mondo e le particelle delle nubi collidono, si accrescono e cadono dal cielo con le precipitazioni. Talvolta le precipitazioni sono nevose e si accumulano nelle calotte glaciali o nei ghiacciai. Gran parte delle precipitazioni cadono sulle terre emerse dove, a causa della gravità, fluiscono ruscellando superficialmente. Parte di questo ruscellamento rimpingua i fiumi e si muove quale flusso incanalato verso il mare, dove il ciclo termina. . . e ricomincia. Pensate agli strati più alti dell’atmosfera, dove l’ozono ferma il bombardamento dei raggi cosmici, letali all’uomo. Pensate alle dimensioni ottimali della Terra: se fosse più grande la forza di gravità ci schiaccerebbe, se fosse più piccola voleremmo come sulla Luna. Pensate alla distanza ottimale dal Sole: se fossimo più vicino sarebbe troppo caldo per la nostra esistenza, se fossimo più lontani il mondo sarebbe ricoperto dai ghiacci, e così via. Potremmo fare migliaia di questi esempi.

Come avete visto abbiamo ancorato “il miracolo della vita” ad un “punto fermo”. Cioè abbiamo assimilato “un miracolo” ad un “punto saldo”. Allora perché non credere ai miracoli, a Dio stesso? Saranno i punti fermi a cui potremo ancorare il coraggio che ci farà orgogliosi e degni di esistere. Secondo voi quali sono le risposte a queste domande? Ovvero come ha avuto origine tutto questo? Com’è venuto ad esistere questo nostro pianeta e la vita su di esso? Se ascoltiamo i documen- tari più recenti o leggiamo le ultime recensioni scientifiche, non possiamo che rilevare quanto:

«La vita è un miracolo!»
Per capirlo questo basta guardare una “foglia”. Per cercare di dimostrarlo, purtroppo, siamo costretti ad adoperare la difficile strada della logica e della filosofia. Pensiamo agli atomi che compongono la materia. Essi sono costituiti da un nucleo dove è concentrata la massa, e da elettroni che ruotano e vibrano intorno al nucleo formando una nube. Gli elettroni sono dotati di una certa quantità di energia vibrante e hanno massa trascurabile e non calcolabile. Il termine latino “quantum” è usato per descrivere un’unità di energia all’interno di un atomo. A livello quantistico, nessun aspetto del mondo materiale rimane tale: è strano pensare alla propria moglie come un insieme di “vibrazioni invisibili che avvengono nel vuoto”. A livello atomico, tutti gli oggetti che possiamo vedere, toccare, assaporare, annusare e amare sono composti al 99,9999% da spazio vuoto. In proporzione, la distanza tra un elettrone e il nucleo intorno al quale gira è superiore a quella che separa la Terra dal Sole. Non è possibile imbrigliare un elettrone, dato che questo libera vibrazioni d’energia che appaiono e scompaiono milioni di volte al secondo. Il mondo intero è un “miraggio quantico” che appare e scompare milioni di volte al secondo. L’intero universo è una specie di lucciola a luce intermittente. Non ci sono persone, case, boschi, nuvole, stelle o galassie, ma solo «campi di energia vibrante» che i nostri sensi non possono percepire. Il nostro cervello ci inganna vedendo oggetti solidi che mantengono una forma nel tempo e nello spazio, ma in realtà è solo vuoto con qua e là nuclei ed elettroni che vibrano. Per assurdo, ma per rendere l’idea, se noi potessimo diventare piccolissimi come una particella subatomica di un quark (10-18), vedremmo all’incirca quello che vediamo quando alziamo gli occhi al cielo in una notte stellata: con la differenza che il cielo sarebbe tempestato di comete con forti vibrazioni, che sono appunto gli elettroni. È difficile da immaginare. Per capire meglio, pensiamo alla dimensione di un atomo: 10-11 m (cioè un metro diviso per 10.000.000.000). Le dimensioni dei nuclei sono 10-4 volte più piccole (cioè diecimila volte più piccole) di quelle dell’atomo stesso. Insomma tra i diametri del nucleo e dell’atomo c’è un rapporto pari a quello fra la capocchia di uno spillo e il Colosseo. Poiché il volume è proporzionale al cubo dei diametri, la proporzione tra la materia solida e lo spazio vuoto in un atomo è pari a 10-12 (un milionesimo di milionesimo). Questo significa che se dividiamo lo spazio occupato da un atomo in un milione di parti e poi ogni parte in un milione di sub-parti, solo una di queste è occupata da materia, tutte le altre sono vuote! E poiché tutto sull’universo è fatto di atomi, ciò vuol dire che tutto quel che vediamo, compreso il corpo umano, è composto da una quantità di spazio vuoto un milione di milioni di volte maggiore dello spazio occupato dalla materia. Difficile da capire ed accettare. Quando tua moglie o tuo marito ti dirà che sei “vuoto” (o “vuota”), ella (egli) avrà perfettamente ragione. Quando si arriva ai limiti della materia c’è solo “vuoto”; un livello sub-quantico che la fisica chiama “virtuale”: luce, spazio e tempo diventano virtuali. Tutte le proprietà della materia perdono significato: la luce non s’irradia, lo spazio ha distanza uguale a zero e il tempo si ferma. È il “ventre della creazione”, sempre in movimento, vivo e dinamico, al quale non si possono applicare aggettivi come freddo e buio. L’universo virtuale è per noi così incomprensibile che solo il cuore e lo spirito religioso sembrano in grado di comprenderlo. Non a caso su questo libro c’è scritto che dove non arriva la mente, arriva il cuore; non a caso se portiamo all’eccesso il ragionamento matematico si giunge alla filosofia; non a caso se portiamo ai suoi limiti il pensiero filosofico si approda al regno dell’amore e della religione. Adesso però mi viene spontaneo: “Possibile che siamo fatti solo di vuoto?”. Secondo me, questo vuoto non è davvero “vuoto”. Al suo interno si muovono “energie sottili” a noi ancora sconosciute: quando diciamo che Dio è dentro di noi o in ogni luogo, forse un giorno si potrà dimostrare che Egli è una di queste energie sottili; quando diciamo che satana influenza la nostra persona e ci inganna, forse un giorno si potrà dimostrare che è una di queste energie sottili; quando diciamo che “lo Spirito Santo è sceso su di noi” oppure che qualcuno è “pieno di Spirito Santo”, forse un giorno si potrà dimostrare che lo Spirito Santo è una di queste energie sottili; quando diciamo che è apparsa la Madonna, forse un giorno si potrà dimostrare che la Madonna è una di queste energie sottili; quando crediamo nel destino, forse un giorno si potrà dimostrare che sono proprio queste energie sottili ad influenzare gli atomi; lo stesso vale per i miracoli. La presenza di queste energie sottili ha un senso. Infatti, il “principio di conservazione dell’energia” è un:

«Principio della fisica che afferma che l’energia non può essere né creata né distrutta, ma solo trasformata fra due forme diverse.»

Gli scienziati non hanno spiegazioni per le vibrazioni di queste particelle subatomiche come gli elettroni e i quark, le cosiddette «fluttuazioni quantistiche». Molti affermano che esse “si muovono di moto proprio e che hanno energia propria”. Questo non può essere vero, proprio per il principio di conservazione dell’energia. Deve dunque necessariamente esistere una sorgente d’energia primaria che fornisca energia a queste particelle. La spiegazione più probabile è che siano queste energie sottili a fornire l’energia alle particelle subatomiche per farle vibrare, cioè che ogni energia si trasformi in un’energia di altra natura ed intensità, soddisfacendo il principio di conservazione. Questo scambio energetico potrebbe avvenire tra dimensioni diverse e, se così fosse, spiegherebbe perché a noi queste energie sottili sono invisibili. Secondo l’affascinante “Teoria delle stringhe”, a livello quantico esisto- no almeno dieci dimensioni. Infatti le equazioni matematiche hanno senso e rappresentano il moto degli elettroni solo se lo spazio ha dieci dimensioni. Poi una dissertazione teorizza l’esistenza di più dimensioni. È come se a livello quantico lo spazio-tempo non sia quadridimensionale, ma a dieci dimensioni. È solo nelle dieci dimensioni dello spazio-tempo che la teoria delle stringhe funziona. Ma allora dove sono queste sei ulteriori dimensioni? L’idea di alcune dimensioni nascoste fu effettivamente avanzata molti anni prima della formulazione della teoria delle stringhe; dal tedesco Theodor Kaluza e dallo svedese Oskar Klein. Kaluza e Klein dimostrarono che queste dimensioni potevano avere un effetto sul mondo come lo percepiamo. Dimensioni nascoste sono possibili e infatti possono modificare forze in dimensioni a noi percepibili. La teoria delle stringhe ha abbracciato l’idea di Kaluza e Klein e recentemente diversi esperimenti sono stati pianificati per cercare di osservare dimensioni nascoste. Be’, se si potesse dimostrare questo. . . vorrebbe dire affermare l’esistenza di un Dio dà la vita ed agisce sulla nostra esistenza. Non so- lo, significherebbe dimostrare che “non siamo soli” e questo sarebbe forse, non meno rivoluzionario.

8.5 L’evoluzione per Darwin

La teoria sull’evoluzione di Darwin, a mio avviso, è frutto di un illuminismo superbo, di un’umanità che vuole raggiungere Dio per sostituirlo. Ed è ispirata da satana. Questa teoria è ormai miseramente naufragata. Ma è stata per oltre un secolo fattore di dissociazione e confusione, volendo allontanare le masse da Dio. In estrema sintesi, Darwin afferma che tutto si sia creato da solo. In un brodo primordiale si formò la prima cellula. Le cellule stesse, moltiplicandosi, avrebbero formato il primo essere pluricellulare e quindi i primi animali acquatici i quali, a loro volta, avrebbero dato vita ai rettili, poi agli uccelli ed, infine, a tutti gli animali della terra comprese le scimmie, progenitrici dell’uomo. È incredibile come scienziati importanti abbiamo promosso per decenni questa teoria. Di certo saranno stati accecati dalla superbia, volendo disconoscere Dio. Negli ultimi anni queste affermazioni sono state demolite, una ad una. (In appendice, chi volesse approfondire l’argomento, può trovare punto per punto i supporti scientifici della confutazione ufficiale.)

Lo scenario evoluzionista non è che una favola immaginaria: una grande menzogna del tutto in disaccordo con la realtà del mondo. Questo scenario è stato utilizzato per ingannare gli uomini per 140 anni. Grazie alle più recenti scoperte scientifiche, la sua difesa serrata è divenuta ormai anacronistica. Le idee insensate di Darwin non vennero solo teorizzate, ma fornirono anche la principale “base scientifica” del razzismo biologico. Supponendo che gli esseri viventi si fossero evoluti in seguito alla lotta per la vita, il darvinismo fu addirittura adattato alle scienze sociali, trasformandosi in una concezione che fu detta “darwinismo sociale”: le razze umane esistenti si troverebbero su differenti gradini della “scala evolutiva”; le razze europoidi sarebbero le più “avanzate”, mentre le altre presenterebbero ancora caratteristiche scimmiesche.

Facciamo tutti parte di un grande progetto e, come vedete, la scienza stessa vorrebbe avallare la verità di un progettista. Molti scienziati sono infatti in accordo con il pensiero del premio Nobel per la Medicina, John Eccles:

«Le nostre conoscenze non possono andare al di là del fatto che siamo tutti parte di un qualche grande disegno.»

(Eccles, L’origine della vita, Garzanti 1983)

Anche il più noto scienziato di tutti i tempi, Isaac Newton, oltre ad avere intuizioni diametralmente opposte a quelle di Darwin, anticipò il premio Nobel John Eccles:

«Non credo che l’universo si possa spiegare solo con cause naturali, e sono costretto a imputarlo alla saggezza e all’ingegnosità di un essere intelligente.»

(Isaac Newton)

La specie umana sembra non essere il frutto di una combinazione di eventi fisici. E’ assai improbabile. E nonostante questa conclusione, incredibilmente, ancor oggi nel 2010, i ragazzi delle scuole medie e delle elementari studiano nei loro libri di testo l’evoluzionismo di Darwin, assimilando i concetti dell’ateismo e del razzismo.

8.6 La crisi della Chiesa può disorientare le masse

Non solo la scienza ma anche la crisi attuale della Chiesa può portare a disorientare le masse. Le maldicenze ma anche tutti gli errori del passato sono venuti a galla; la stampa scandalistica e faziosa evidenzia gli errori delle maggiori autorità in campo religioso; libri che aumentano la tiratura non parlando d’altro che di scandali, intrighi, segreti da nascondere e giochi di potere. Tutto questo può disorientare le persone: i più pensano che nella Chiesa ci sia di tutto, meno che Dio. La generazione intermedia si è da tempo allontanata; i nostri figli lo hanno fatto di riflesso, senza davvero operare una scelta. Le poche vecchiette che prendono messa nella Casa del Signore fanno pensare a chi partecipa alla liturgia solo per pavidità, per esorcizzare la paura della morte. I molti che si allontanano da Dio per contestare la Chiesa associano erroneamente l’operato di Dio all’operato della Chiesa. Così fece mio suocero il quale, da giovane andò in seminario e ne rimase talmente disgustato da perdere completamente la fede. O come mia madre che era diventata di credo evangelico perché condannata da preti senza pietà, poiché era stata una delle prime donne a chiedere il divorzio. Nonostante fosse una persona devota, buona e giusta.

«Come fanno, alcuni di loro a predicare il perdono se per primi non sanno perdonare.»

A queste persone voglio dire che la Chiesa è fatta di uomini ed ha dei limiti, come “limitati” sono gli uomini. Per questo la Chiesa ha fatto molti errori in passato. Come infondere al paura; per questo al suo interno vi sono state cattiveria e lussuria; e sempre per questo sono scoppiati scandali come quello di oggi: la pedofilia di alcuni sacerdoti. Sempre a queste persone voglio dire che Dio è in chiesa ma anche dentro di noi, e in qualunque altro luogo. Dio non è una prerogativa degli uomini di chiesa. Nel Vangelo di Matteo Gesù dice:

«Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.»

(Matteo 6,5-6)

Se è la Chiesa a frenare il vostro spirito, potete iniziare un rapporto con Dio indipendentemente dalla sua frequentazione. Potete innanzitutto leggere la Bibbia ed i Vangeli, pregare nell’intimità di camera vostra. Poi andrete in chiesa, se vorrete, dove nessuno vi vieterà di entrare, o pregherete in qualsiasi altro luogo. Non fate però il grande errore di cambiare religione che, oggi, sembra andare di moda! Credere in Cristo vuol dire essere cristiani. Come abbiamo visto, Lui stesso ci indica la via con una moltitudine di segni. Ogni giorno alcuni miracoli si avverano a Medjugorje… Non dobbiamo fare “di tutta l’erba un fascio”. Tra i sacerdoti esistono persone “giuste” piene di Spirito Santo. Questi sacerdoti “giusti” rappresentano la grande maggioranza degli uomini di fede; dobbiamo solo poter riconoscere la loro rettitudine. Essi ci parleranno al cuore e, se sapremo ascoltare, scalderanno il nostro spirito infiammandolo.

8.7 La fede

Solo chi non ha fede può affermare che “i credenti siano tali solo per la paura di morire”. La fede è un dono che, di solito, viene elargito a chi soffre. Una missione però, di cui può essere investito anche chi ha “la minima percezione che la vita non sia tutta qui”. Una volta impiantato nel cuore il seme della fede, dovremo coltivarlo, innaffiarlo e diventerà un bellissimo albero. Via, via che crescerà, potremo ricambiare l’infinito amore che Dio ci porta. Le Scritture stesse ci confermano quanto la fede possa crescere (2 Co 10:15; 2 Te 1:3); vi sono diversi modi di credere: si può essere “deboli nella fede” (Romani 14:1) o “avere tanta fede da spostare i monti” (1 Co 13:2). Chi cerca risposte, anzitutto deve ancorarsi ad alcuni punti fermi. Come abbiamo rilevato, accettare la verità di un creatore è possibile. E’ un primo punto fermo, dove “appoggiare” la nostra fede. Perché non fidarsi della Bibbia, testimoniata dagli ebrei e dalla loro storia? Perché non fidarsi di Gesù, testimoniato dai Vangeli e dai primi cristiani? Perché non fidarsi della Madonna, con tutte le apparizioni ed i tanti esiti della sua intercessione? Occorre avere il coraggio di essere diversi in questo mondo senza valori, che sembra programmato contro l’uomo stesso: dobbiamo credere nell’Uomo e non accettare la sua sconfitta; dobbiamo avere sete di giustizia e non adagiarci nell’indifferenza; dobbiamo avere il coraggio di uscire dagli schemi preconfezionati dalla società, che danno importanza a cose accessorie. E se facciamo parte di un progetto, la nostra esistenza, di certo, avrà un senso più profondo. Abbiamo bisogno di certezze! Dove non arriva la mente, arriva il cuore. Se crederete, la ricompensa sarà grande. Il Vangelo di Giovanni vi esorta affinché:

«crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.»

(Giovanni 20:31)

Nello straordinario piano della redenzione, l’unica cosa richiesta all’uomo è avere fede. La fede che sconfigge la morte e porta ad affermare: “che non siamo uomini alla ricerca di spiritualità, ma spiriti alla ricerca di umanità!”.

EPILOGO

Il problema del mondo non è il mondo stesso, ma il “pensiero” negli uomini. Tutto ciò che ci circonda è perfetto, siamo noi gli imperfetti. Ci siamo rovinati da soli la vita! Ma il Signore non ha mai rinunciato, in ogni epoca, ad indicarci la via, come un grande potentissimo faro. Oggi, la luce che ci guida nel buio in cui è immersa l’umanità è Medjugorje.

«Cari figli, anche oggi vi invito alla conversione. Che la vostra vita, figlioli, sia riflesso della bontà di Dio e non dell’odio e dell’infedeltà. Pregate, figlioli, affinché per voi la preghiera diventi vita. Così scoprirete nella vostra vita la pace e la gioia che Dio dà a quelli che sono col cuore aperto verso il Suo amore. E voi che siete lontani dalla misericordia di Dio convertitevi, affinché Dio non diventi sordo alle vostre preghiere e non sia tardi per voi. Perciò, in questo tempo di grazia, convertitevi e mettete Dio al primo posto nella vostra vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata

(Madonna di Medjugorje 25-8-2007)

Diciamo insieme la preghiera che ci ha insegnato il Signore:

«Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Amen.»

Grazie Signore per Medjugorje.

Mentre stavo scrivendo questo libro
Vitocchio mi telefona:
V.: «Ho trovato il titolo!»
M.: «Dimmi Vitocchio?»
V.: «Il mio piano d’attacco. . . in 3 giorni a Medjugorje»
M.: «Che caprone!»

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