3 GIORNI A MEDJUGORJE

ilbiribino

09 Novembre 2015

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Capitolo 2

2 Preparazione spirituale di Vitocchio

« Caprone!»

Quando chiamavo così il mio amico Vitocchio non percepivo in lui il minimo risentimento. Sapeva che, come dice la Bibbia riguardo al Regno di Dio promesso da Gesù – nel- la visione di Giovanni riportata nel libro dell’Apocalisse – i prescelti saranno divisi in 2 gruppi: le pecore ed i caproni. Be’, io l’avevo inquadrato fra i caproni. Gli chiesi come stava e, dopo la sua risposta positiva, cominciai la mia ennesima predica: “Sai caproncino mio perché i templari, nonostante avessero una conoscenza incredibile — pensa alle cattedra- li gotiche che mostrano una sapienza illimitata, pensa alle proporzioni auree, pensa alle loro immense ricchezze per le quali furono definiti i banchieri del tempo facevano voto di povertà? Be’, tu potresti supporre che erano stupidi: sono convinto che la maggioranza dei lettori di primo acchito pos- sa pensarlo. Eppure i templari non erano affatto stupidi. In verità erano molto più evoluti di noi, azzardiamo. Direi che erano giunti ad una consapevolezza superiore, ad uno stadio avanzato dell’evoluzione umana. Proprio perché coltivavano lo Spirito del quale, ai nostri giorni, la stragrande maggioranza delle persone non si cale. Davano la giusta importanza a cose che avevano davvero importanza: il senso della vita ed i motivi del nostro esistere evitando di dare peso a cose trascurabili come il denaro, una bella macchina (oggi potremmo dire!) od il successo mondano. Decisero di vivere nella quiete dei monasteri sostenendosi con quello che potevano coltivare. Raccontavano che i mali dell’uomo erano tre: il mondo, la carnalità e satana.

2.1 Il Mondo

Ai nostri giorni “Il mondo” è un vortice. Una realtà caotica e sconcertante, fatta di bollette, rate del mutuo ed imprevisti di ogni sorta. Problemi simpatici che distolgono dal senso della vita. Inghiottite da questo vortice le persone non si accorgono nemmeno di essere vive.

2.2 La Carnalità

“La carnalità” è fattore integrante della nostra natura. Ci permette di procreare ma, come tutti i piaceri, va saputo cogliere nella giusta proporzione. Un eccesso di alcol porta all’alcolismo. Un eccesso di carnalità porta alla lussuria, uno dei sette peccati capitali. Le passioni danneggiano l’essere umano; quando sono compresse ma anche se incontrollate.

2.3 Satana

“Satana” è il terzo ed ultimo problema dell’uomo. Ma di cer- to non il più piccolo, la ciliegina sulla torta si potrebbe dire. È difficile capire chi è satana e perché c’è satana. “Quello che ora ti dirò è solo una mia opinione, non so caro Vitocchio se sia la verità!” La Bibbia afferma che satana è il principe del mondo. Proverò a spiegartelo con un esempio. Nel primo libro della Bibbia, la Genesi, Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza e lo chiamò Adamo. Lo mise nel paradiso terrestre. L’uomo era perfetto: non poteva morire e non conosceva le malattie, era circondato da ogni bene. Visto che Adamo era solo, Dio gli creò una compagna, Eva, carne della sua carne. Poi addormentò Adamo, gli tolse una costola dal costato destro e plasmò Eva. Dio mise nel paradiso terrestre due alberi particolari: l’Albero della Vita e l’Albero del Bene e del Male e proibì ad Adamo ed Eva di mangiare i loro frutti, dicendo: «Non mangiate di questo albero, altri- menti morirete». Arrivò infine il serpente “satana” il quale, avvicinandosi all’albero del bene e del male, disse ad Eva: «Perché non mangi di questo frutto?». Eva rispose: «Dio ci ha proibito di mangiarne, ha detto che moriremo se mangia- mo i suoi frutti». Satana replicò: «Positivamente morirete! E sarete simili a Dio, conoscerete il bene e il male». Eva ne mangiò e porse il frutto ad Adamo, e ne mangiò anche lui. Devi capire, caproncino amoroso – al quale egli aggiunse un “Du Du Da Da Da” – il significato di queste parole. Eva non sapeva cosa voleva dire “morire” perché non era mai morta; il serpente le aveva detto “positivamente morirai”. Eva era stata ingannata poiché aveva capito che la morte era cosa positiva, buona. Inoltre l’inganno del serpente non si era limitato a questo, ma il tentatore aveva aggiunto: «Sarete simili a Dio». Per Eva non poteva che costituire un’ambizione. Satana è dunque l’ingannatore, colui che tenta senza sosta ed accarezza le nostre ambizioni con qualsiasi mezzo, suscitando in noi la superbia, l’ira, l’avarizia, l’accidia, la go- la, l’invidia e la lussuria. I sette peccati capitali. Come si combatte satana? Coltivando la spiritualità. Lo Spirito San- to che è in noi, può guidarci nella lotta contro satana, fino a respingerlo totalmente. Rafforzando il nostro spirito riusciamo a fermare, fin dal suo primo insorgere, ogni sentimento fuorviante; abbattendolo prima che si fortifichi e piegando il male nella forza maggiore del bene.

2.4 Perché c’è satana

Spero che tu abbia capito chi è satana, ora provo a spiegarti perché c’è satana. Si deve entrare per qualche istante in un campo filosofico, ma stai tranquillo, ne uscirò subito. Il bene non può esistere senza il male. L’intento iniziale di Dio era solo amore, era di ricoprirci d’ogni bene e attenzione. Aveva messo l’uomo nel paradiso terrestre, dove poteva godere di ogni bene. Ma lui non si era reso conto del bene che lo circondava perché non conosceva il male. Quindi attraverso satana “il male”, possiamo desiderare di vivere nuovamente, nel regno di Dio e, dopo aver capito i nostri errori, saper godere veramente di ogni bene.

2.5 I sacerdoti, una Vita dedicata alla Vita

«Capisci Vitocchio, quanto è importante lo spirito? Ci per- mette di avvicinarci a Dio e ci difende dal male. Anche le persone di chiesa, preti, frati, suore, monaci, monache, e via dicendo, come i templari, coltivano la spiritualità. Questi uomini di fede prendono i voti e molti di loro fanno voto di povertà. Sono anch’essi più evoluti interiormente, e pregano Dio ogni giorno perché gli dia la forza sufficiente per portare avanti la loro scelta di vita. Direi che i veri eroi sono loro, una vita dedicata alla vita, un amore dedicato all’amore. Una guida e un esempio per tutti noi. Dobbiamo rispetta- re e amare questi devoti perché loro lavorano per la nostra salvezza. Questo non vuol dire che dobbiamo diventare tutti uomini di chiesa, non tutti abbiamo una forza e una devozione così grande. Però, tutti possiamo nel nostro piccolo avvicinarci a Dio e trovare aiuto, conforto e speranza per la nostra vita.»

2.6 Che cos’è lo Spirito e come si coltiva

Ora è lecito chiederci: che cos’è lo spirito e come si coltiva?

A tal proposito cito un’altra parabola di Gesù:

«Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami.»

(Matteo 13,31-32)

Anche lo spirito si può assimilare a un semino che tutti noi abbiamo nel cuore; occorre coltivare questo seme affinché cresca e vada a frutto. Se il semino non è annaffiato rimarrà solo un seme. Ma se l’annaffiamo questo germoglierà e metterà le prime foglioline; se ancora lo annaffieremo lasciandolo ai raggi del sole, la piantina crescerà e potrà diventare un albero. “In molti uomini il semino è rimasto solo un semino. Ma in noi, Vitocchio, deve poter crescere. Non dobbiamo aver paura, dobbiamo aver fede in Dio e credere al suo Amore. Ascolta cosa dice la Madonnina:

«Se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia

(Madonna di Medjugorje. 10 luglio 2009)

Innaffiare il semino vuol dire pregare, digiunare, ascoltare il proprio cuore, leggere la Bibbia, seguire la parola del Signore, fare del bene ed infine porgere l’altra guancia. Direi che a Medjugorje il nostro semino verrà seppellito, concimato, innaffiato e irradiato dal sole dello Spirito Santo. Medjugorje è piena di Spirito Santo. Il senso di Medjugorje è il rapporto ultimo ra Dio e l’uomo. Un ponte gettato tra l’uomo ed il divino. Non possiamo pensare di poter vivere senza Dio. La storia ci insegna che gli uomini non sono mai stati senza Dio. L’uomo non si può allontanare da Dio tanto da non poter essere da Lui trovato. Ogni volta che l’uomo si perde, Dio torna per indicargli la strada. Il senso di Medjugorje, anche se di vastissima portata, si può riassumere così:

«Vi insegnerò l’amore, l’amore che cancella tutti i peccati

e vi rende perfetti.»

(Madonna di Medjugorie 2-3-2010)

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