3 GIORNI A MEDJUGORJE

ilbiribino

13 Luglio 2015

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Capitolo 1

1 Perché Medjugorje

Medjugorje è un paesino della ex-Jugoslavia, nello Stato della Bosnia-Erzegovina. Più precisamente nella regione a sud dell’Erzegovina. Per secoli gli abitanti stessi del- la regione ne ignorarono l’esistenza. All’improvviso è uscito dal suo anonimato ed è diventato uno dei posti di fede e di pellegrinaggio più famosi al mondo.

1.1 E lo spirito di Dio aleggiava sopra Medjugorje

Tutto è iniziato una sera del 24 giugno 1981 quando, sei ragazzi di età compresa fra gli undici e i diciassette anni, videro una splendida apparizione della Madonna con il bambino in braccio. I ragazzi scapparono impauriti ma, il giorno seguente, quattro di loro tornarono alla stessa ora nel luogo dell’apparizione – al Podbrdo – e rividero la Madonna, sta- volta senza il bambino. Vicka corse a casa e chiamò anche la sorella Milka e il piccolo Jacov. I fortunati sei veggenti – Ivanka, Mirjana, Ivan, Vicka, Milka e Jacov – dal quel mo- mento in poi hanno comunicato i messaggi della Madonna al mondo intero. Un’ondata di speranza e di amore aveva oltrepassato fulminea i confini erzegovini, propagandosi al mondo intero. Per i credenti è una conferma del loro credo; per gli scettici è comunque un messaggio, che non può lasciare indif- ferenti. Conversioni, riflessioni, ripensamenti e, soprattutto, speranza per la nostra misera esistenza. Un messaggio d’amore così grande e incontrollabile per la vita ha risollevato la testa di molti uomini, schiacciati dal peso del mondo. Umili, bisognosi, malati, perseguitati, abbandonati, maltrattati, poveri, affamati e sofferenti hanno visto una luce che ha scaldato i loro cuori, la speranza di un futuro migliore e della Giustizia Divina. Già dopo quindici giorni dalla prima apparizione si presentarono a Medjugorje più di quindicimila persone; oggi le persone che conoscono e mostrano interesse per Medjugorje e le sue vicende superano abbondantemente il miliardo. Il miracolo Medjugorje non si limita alle visioni dei veggenti ma riguarda anche una moltitudine di guarigioni del corpo e dell’anima. Miracoli a cui la scienza non dà risposta si susseguono: segni luminosi nel cielo, formazione ricorrente di nuvole a forma di croce, movimenti innaturali del sole, lacrimazione di statue. Un numero enorme di persone può giurare di aver visto uno o più di questi fenomeni.

1.2 Guarigioni miracolose a Medjugorje

Il numero di straordinarie guarigioni, attribuite all’interces- sione della Madonna di Medjugorje, può variare molto, quan- to le relative opinioni. Sono tantissime, stando alle testimo- nianze spontanee dei guariti o dei loro familiari; sono inve- ce meno numerose quelle corredate da una rigorosissima do- cumentazione medica. Sono addirittura nessuna – ossia si tratterebbe di meri fenomeni di autosuggestione o di effetto placebo – per i negazionisti, i quali contestano a priori il ca- rattere soprannaturale delle apparizioni e la possibilità stessa dei miracoli. Questo ultimo orientamento, in molti casi, sem- bra davvero fuorviante. Molti considerano i miracoli come una sorta di “violazione delle leggi di natura” che avviene ad opera di Dio. Non è forse più logico pensare ad un Creatore che abbia carta bianca sulla creazione e che la scienza, date le sue categorie, non possa sostituirsi a Dio? Una cosa però è certa. Come scrive il noto fisico Paul Davies:

«Se davvero potessimo essere certi che i miracoli avvengono, disporremmo di una prova inconfutabile sia dell’esistenza di Dio sia del Suo interessamento a questo mondo

Un’asserzione che ben si addice a Medjugorje dove avvengono sul serio guarigioni miracolose – così come si registrano in altri santuari mariani, primo tra tutti quello di Lourdes. Non si deve sottovalutare la straordinaria potenza d’intercessione di cui gode Maria Santissima presso il Signore. A mio umile parere, la fede è un dono e, com’è scritto sulla Bibbia, alla base della fede c’è la conoscenza. I veri problemi sono l’indifferenza, la lontananza da Dio, la superbia e la mancanza di umiltà che portano l’uomo a inaridire il cuore, a rigettare tutto ciò che tocca la sua anima e che intacca le sue apparenti sicurezze.

Voglio riportare di seguito alcune guarigioni inspiegabili avvenute a Medjugorje, tutte con abbondante documentazio- ne medica allegata, tratte dall’archivio dell’A.R.PA. – l’As- sociazione scientifica Regina Pacis, fondata da alcuni medici italiani nel 1983. Il materiale è consultabile presso l’Ufficio per le constatazioni delle guarigioni straordinarie, aperto dal- la stessa A.R.PA. a Medjugorje. Sarà il lettore, se lo vorrà, a cogliere il miracolo:

Damìr Corić, Mostar, Jugoslavia (estate ’81)

Nato nel ’60, è stato curato presso la clinica neurochirurgica di Zagabria, perché affetto da hydrocephalus internus, ossia aumento della pressione del liquor sul cervello. Operato per tre volte, si doveva ogni volta rioperare, per il sopravvenire di un’emorragia cerebrale. Nel marzo dell’81 viene dimesso ma resta la prognosi: senza il drenaggio del liquor aumenterà sempre la pressione nell’interno del cranio, mentre purtroppo il drenaggio, causando ipotensione, finirà per provocare il collasso del cervello. È in queste gravi condizioni che Damìr, in agosto, viene portato a Medjugorje. Qui Vicka prega su di lui ed ecco, il male d’improvviso scompare del tutto.

Jozo Vasilj, di Medjugorje (luglio ’81)

Ecco la sua testimonianza (era ottantacinquenne all’epoca dei fatti): «Otto anni fa, in seguito a un attacco di apoplessia, il mio occhio sinistro si era completamente spento; negli ultimi quattro anni, poi, anche l’altro occhio mi lasciò, e io non ci vedevo più. Chiesi allora a Vida Vasilj di portarmi dalla collina delle apparizioni un mazzo di salvia e del semprevivo: immersi le piante nell’acqua di una catinella e la mattina dopo mi ci lavai. Ed ecco che, mentre mi asciugavo la faccia, dico a mia moglie: «Moglie, ci vedo!». Lei mi risponde: «Ma va là, com’è che ci vedi?». «Vedo che non ti sei messa le calze!». Così mia moglie, e dopo tutti gli altri, poté rendersi conto che adesso ci vedevo. Mentre mi lavavo recitavo il Credo».

Venka Bilie Brajcic di Split, Jugoslavia (inverno ’80)

Nel gennaio dell’80 le viene asportato il seno sinistro. Nove mesi dopo, nonostante la cobaltoterapia, proliferano le metastasi raggiungendo il seno destro. Ecco la testimonianza di Venka: «Nel settembre dell’81, dopo sei mesi di tratta- mento, le croste che erano sul mio petto si erano trasformate in piccole piaghe che poi via via si sono unite in due grandi uniche piaghe… Allora mi accompagnarono a Medjugorje e lì, dopo le preghiere in chiesa, continuate per tre giorni da parte delle donne che si erano unite a me e a mia sorella, le piaghe cambiarono aspetto: sotto le croste cadute si andava formando una pelle nuova. Durante il gennaio dell’81 la piaga posta più in basso scomparve, e anche quella di sopra si seccò…». L’esame medico conferma ormai la totale assenza di proliferazione di metastasi.

Iva Iole, Mostar, Jogoslavia (sett ’81)

La diagnosi dell’ospedale di Mostar: infiammazione disseminata delle circonvoluzioni cerebrali. All’ospedale di Zagabria precisano: Encelalomielite disseminata. In una terza clinica specializzata l’infausta diagnosi viene completata: Sclerosi multiplex, non curabile. Allora nell’agosto dell’81

Iva, affidatasi a Dio, si reca a Medjugorje. Qui i veggenti pregano per lei la Vergine; anche lei prega e digiuna, miglio- rando a poco a poco; finché il 13 settembre, sul monte Križe- vac, durante la Messa sulla Croce, guarisce repentinamente e totalmente.

La testimonianza di Lola Falana

Lola Falana è la popolare attrice, cantante, ballerina e soubrette che nella primavera del 1967 aveva lasciato Las Vegas per venire a cantare e a ballare nei più importanti spettacoli della televisione italiana divenendo ben presto l’idolo di numerosi italiani. Dopo questa prima fase della sua vita in cui riscosse successo, fama e ricchezza, subentrò una fase in cui si fece sempre più sentire il vuoto della sua vita che la avvicinò progressivamente a Dio e alla preghiera. Nel 1988 fu colpita da un male incurabile: la sclerosi multipla. Un giorno, dopo aver visto un documentario televisivo sulla venuta della Ma- donna a Medjugorje, decise di andarci. Così ha raccontato in un’intervista: «Mi resi conto subito che stavo guarendo perché un giorno, quando ero paralizzata, mi sembrò di sen- tire come la presenza di Dio accanto a me. Sentii succedere qualcosa alla base della testa, una calda sensazione spostarsi lungo tutto il braccio molto lentamente. Da quel momento in poi migliorai sempre di più e oggi sono perfettamente guarita». Miss Falana non era nata cattolica, essendo stata educata nella confessione episcopaliana. Solo a Las Vegas iniziò ad abbracciare pienamente la confessione cattolica dopo che incontrò alcune suore carmelitane, che le fecero conoscere la Madonna, il rosario e iniziò a frequentare la Messa. In questo modo divenne cattolica Alla domanda sulla sua vita passata, così risponde: «Prima pensavo al mio futuro e alla mia vita come artista, ora penso alla mia vita come serva di Dio. Tutto ciò che faccio ha uno scopo perché vivo per servire il Signore, e di questo sono estremamente felice. Vorrei dire a tutti coloro che vanno in chiesa e che cercano di credere nel Signore ma non sanno come ottenere la fede e

sono dubbiosi e vorrebbero avere delle prove, ecco, io dico: guardate me, io sono una prova! Ero totalmente paralizzata nella parte sinistra e non potevo parlare né vedere né udire. Oggi sono perfettamente guarita perché non ho mai dubitato di Dio. Se posso dire qualcosa a voi per tutti i vostri giorni, vi dico: credete a ogni parola che è contenuta nella Bibbia».

Voglio riportare anche una testimonianza di una guarigio- ne istantanea nel racconto a cura del Dr. Luigi Frigerio: Basile Diana, anni 43, nata a Piatici (Cosenza) il 25/10/40. La Sig.ra Basile è sposata ed è madre di 3 figli. I primi sin- tomi della malattia si sono manifestati nel 1972: disgrafia mano destra, tremori attitudinali (impossibilità a scrivere e mangiare) e cecità completa dell’occhio destro (nevrite ottica retro-bulbare). Novembre 1972: ricovero a Gallarate presso il Centro della Sclerosi Multipla Diretto dal Prof. Cazzullo dove viene confermata la diagnosi di Sclerosi Multipla. La malattia provoca una assenza dal posto di lavoro per 18 me- si. Visita Collegiale del Dr. Riva (Neurologo del CTO) e del Prof. Retta (Primario fisiatra del CTO) favorevoli al- la sospensione di qualsiasi attività lavorativa per invalidità. A seguito delle pressanti richieste della paziente per non essere completamente allontanata dall’attività lavorativa, la Sig.ra Basile veniva reintegrata in servizio con mansioni ridotte (trasferimento dal reparto di Radiologia alla Segreteria Sanitaria). La paziente aveva difficoltà alla deambulazione e al raggiungimento del posto di lavoro (andatura a gambe divaricate, senza flessione del ginocchio destro). Praticamente impossibile era l’utilizzo della mano destra e dell’arto superiore destro per qualsiasi lavoro. Utilizzava l’arto superiore destro solo in estensione, come appoggio e per tale ragione probabilmente non si era verificata ipotrofia della muscolatura dell’arto. Una grave forma di incontinenza urinaria si era manifestata già dal 1972 (incontinenza totale) con dermatosi perineale. La paziente era stata precedentemente trattata, fino al 1976, con ACTH, Imuran e Decadron. Dopo un viaggio a Lourdes nel 1976, pur persistendo l’amaurosi dell’occhio destro, si era verificato un miglioramento della situazione motoria. Tale miglioramento aveva indotto alla sospensione di ogni terapia fino all’Agosto del 1983. Dopo l’estate del 1983 le condizioni generali della paziente erano rapidamente peggiorate (incontinenza urinaria totale, perdita dell’equilibrio e del controllo motorio, tremori etc.). Nel Gennaio 1984 le condizioni psico-fisiche della paziente erano ulteriormente scadute (grave crisi depressiva). Visita domiciliare del Dott. Caputo (Gallarate) che certificava l’avvenuto peggioramento e consigliava l’esecuzione di una eventuale terapia iperbarica (mai eseguita). Un collega di lavoro della paziente, il Sig. Natalino Borghi (Infermiere Professionale del Day Hospital del CTO) invitava successivamente la Sig. Basile ad un pellegrinaggio a Medugorje (Yugoslavia) organizzato da Don Giulio Giacometti della Parrocchia S. Nazaro di Milano. Questo sacerdote aveva preannunciato che nessuno avrebbe potuto entrare nella sagrestia della chiesa di Medugorje al momento delle apparizioni. La Sig.ra Basile dichiara: “mi trovavo ai piedi degli scalini, presso l’altare della chiesa di Medjugorje, il giorno 23 Maggio 1984. La Sig.ra Novella Baratta di Bologna (Via Calzolerie, 1) mi ha aiutato a salire i gradini, prendendomi per il braccio. Quando mi sono trovata lì non volevo più entrare nella sagrestia. Ricordo che un signore in lingua francese mi diceva di non muovermi da quel punto. In quel momento la porta è stata aperta e sono entrata nella sagrestia. Mi sono inginocchiata dietro la porta, poi sono entrati i veggenti. Quando questi ragazzi si sono inginocchiati contemporaneamente, come spinti da una forza, ho sentito un rumore forte. Poi non ricordo più nulla (né preghiera, né osservazione). Ricordo soltanto una gioia indescrivibile e di aver rivisto (come in un film) alcuni episodi della mia vita che avevo completamente dimenticato (per es. di essere stata “madrina” di battesimo di un bambino i cui genitori attualmente si sono trasferiti altrove e che neppure ricordavo). Alla fine dell’apparizione ho seguito i veggenti che si recavano verso l’altare principale della chiesa di Medugorje. Camminavo dritta come tutti e mi sono inginocchiata normalmente, ma non me ne accorgevo. La Sig.ra Novella di Bologna mi è venuta incontro piangendo e mi ha detto: oggi ho avuto due grazie, quella di accompagnarti lì e quella di essermi confessata da Padre Tomislav. Il Signore francese di circa 30 anni (forse era prete perché aveva il collare ecclesiastico) era emozionato e mi ha subito abbracciata. Il Sig. Stefano Fumagalli, consulente tessile del Tribunale di Milano (Ab. Via Zuretti, 12) che viaggiava sul mio stesso pullman, mi è venuto incontro dicendo “lei non è più la stessa persona; dentro di me chiedevo un segno ed ora lei esce di lì così cambiata”. Gli altri pellegrini che viaggiavano sullo stesso pullman della Sig.ra Basile hanno subito capito che era accaduto qualcosa di molto evidente. Hanno subito abbracciato la Sig.a Basile ed erano visibilmente emozionati. Rientrando in Hotel a Liubuskj in serata la Sig.ra Basile notava di essere tornata perfettamente continente, mentre la dermatosi perineale era scomparsa. Normale è tornata la possibilità di vedere con l’occhio destro (cecità dal 1972). Il giorno dopo (24/5/84) la sig.ra Basile, insieme all’infermiere sig. Natalino Borghi ha percorso a piedi il tragitto Liubuskj-Medugorje (circa 10 km.) a piedi nudi, in segno di ringraziamento (nessuna lesione) e nello stesso giorno (Giovedì) è salita sulla montagnetta delle tre croci (luogo delle prime apparizioni). La fisioterapista Sig.ra Caia del Centro Maggiolina (Via Timavo-Milano) che seguiva il caso della Sig.ra Basile, quando l’ha rivista al rientro dalla Jugoslavia ha pianto per la commozione. La Sig.ra Basile ha detto: “mentre questo accade, dentro nasce qualcosa che da la gioia… è difficile da spiegare con le parole. Se trovassi qualcuno con la mia stessa malattia di prima, piangerei perché è difficile comunicare che dentro bisogna essere veri, che non siamo fatti solo di carne, noi siamo di Dio, noi facciamo parte di Dio. E’ difficile accettare noi stessi più della malattia. La sclerosi a placche mi ha colpito a 30 anni, nel fiore dell’età, con due bambini piccoli. Ero svuotata dentro. Io direi a un altro con la stessa malattia: vai a Medjugorje. Io non avevo speranze ma dicevo: se Dio vuole così, mi accetto così. Dio però deve pensare ai miei figli. Mi faceva soffrire il pensiero che altri dovevano fare le cose che dovevo fare io. In casa mia ora tutti sono felici, i figli e anche il marito che era praticamente ateo. Però ha detto: dobbiamo andare là a ringraziare”. Oggi, giovedì 5 Luglio 1984, la Sig.ra Diana Basile è stata visitata dagli Oculisti degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano e l’esame del visus ha confermato una normalità visiva (10/10) a carico dell’occhio destro (precedentemente affetto da cecità), mentre la capacità visiva dell’occhio sinistro sano è di 9/10. Questa testimonianza è stata raccolta a Milano il 5 luglio 84 dai medici Dr. L. Frigerio, Dr. A. Maggioni, Dr. G. Pifarotti e Dr. D. Maggioni presso gli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano.

(seguono in appendice)

Queste testimonianze, che si aggiungono a quelle che ho voluto riportare in appendice, non sono che una piccola parte della moltitudine di guarigioni da attribuirsi all’intercessione della Madonna di Medjugorje.

Addiveniamo così ad una giusta riflessione: “I miracoli lasciano sufficiente luce a portare a credere, ma anche sufficiente ombra per continuare a non credere”.

La scelta è solo nostra: “Tra il tormento del bene e la gioia effimera del male”.

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