Mattia, nei miei cinquant’anni il mondo è andato sempre in peggio: diminuzione del benessere, diminuzione della libertà, aumento degli obblighi, sfiducia sul prossimo e sulle istituzioni. Noi ci lamentiamo, ma non teniamo conto che al peggio potrebbe seguire un peggio ancora peggiore. Non c’è limite al peggio.

Mi preoccupo per te e Marco, ancora giovani. A voi metteranno un microchip nel cervello e sapranno sempre cosa fate e dove siete e arriveranno a manovrarvi per ottenere i loro scopi e se vi ribellerete e non starete ai loro sporchi giochi vi renderanno colpevoli di colpe che non avete mai avuto, sarà facile ottenere prove false manovrando i dati del microchip. Sarete tutti in mano a una grande multinazionale e non avrete più dignità. Vedi, le persone basano la propria esistenza su presupposti sbagliati, pensano che quello che conta è il potere e non si rendono conto che moriranno anche loro, e dato che sono tutti miscredenti non danno il giusto peso alla loro fine, conta solo la vita e più una persona riesce a ottenere, senza scrupoli, con ogni mezzo, più si sente realizzata. Anche se moriranno, saranno i loro successori, male che vada, a proseguire il lavoro. Pur amando il mondo e la vita, sono arrivato a pensare che l’umanità, composta dai giusti, potrà sperare in un futuro degno solo se riuscirà a estirpare il tumore che l’ha colpita, questo tumore si chiama “uomo”, dovrà debellare il cancro che ha devastato la terra e la natura. Oggi gli uomini sono come l’asino riportato sui vangeli gnostici, che girando intorno alla mola aveva percorso 100 miglia e quando fu sciolto si trovava sempre sullo stesso posto. Mattia, figlio mio, io ti dico: «Fa’ che ogni tuo passo ti porti in un altro posto, cresci sempre, e quando il tuo intelletto non è più sufficiente a capire usa il cuore, coltiva lo spirito che innalza l’uomo vicino a Dio, sii sempre giusto e comprensivo, coltiva la gnosi, che è conoscenza e amore. Aiuta e proteggi sempre tuo fratello Marco. Io, in nome di Gesù Cristo, ti benedico, e la mia benedizione, con te, rimanga per sempre».

 

(Articolo di Maurizio Marrani)

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