In tutto ciò che ci circonda c’è vita. Ce lo dice il ronzio degli insetti, il canto degli uccelli, il fruscio degli animaletti nel microcosmo del sottobosco. La vita è presente nelle gelide regioni polari così come negli aridi deserti. Prospera dall’assolata superficie dei mari fino agli abissi più tenebrosi. Minuscole creature svolazzano nelle alte regioni dell’atmosfera.

Innumerevoli microrganismi sono all’opera sotto i nostri piedi per rendere fertile il suolo su cui cresce la vegetazione che sostiene altri organismi viventi. Le forme di vita sulla terra sono così numerose e varie da sfidare l’immaginazione. Equilibri energetici incredibili tengono tutto questo in armonia. Pensate alle stagioni, al ciclo dell’acqua:

il sole attiva il ciclo dell’acqua riscaldandola e fa evaporare parte di essa nell’aria; le correnti d’aria ascensionali sollevano il vapore in alto nell’atmosfera dove la temperatura più bassa ne provoca la condensazione in goccioline microscopiche che formano le nuvole; i venti trasportano le nubi per il mondo e le particelle delle nubi collidono, si accrescono e cadono dal cielo con le precipitazioni. Talvolta le precipitazioni sono nevose e si accumulano nelle calotte glaciali o nei ghiacciai. Gran parte delle precipitazioni cadono sulle terre emerse dove, a causa della gravità, fluiscono ruscellando superficialmente. Parte di questo ruscellamento rimpingua i fiumi e si muove quale flusso incanalato verso il mare, dove il ciclo termina… e ricomincia.

Pensate agli strati più alti dell’atmosfera, dove l’ozono ferma il bombardamento dei raggi cosmici, letali all’uomo. Pensate alle dimensioni ottimali della Terra: se fosse più grande la forza di gravità ci schiaccerebbe, se fosse più piccola voleremmo come sulla Luna. Pensate alla distanza ottimale dal Sole: se fossimo più vicino sarebbe troppo caldo per la nostra esistenza, se fossimo più lontani il mondo sarebbe ricoperto dai ghiacci, e così via. Potremmo fare migliaia di questi esempi.

Come avete visto abbiamo ancorato “il miracolo della vita” ad un “punto fermo”. Cioè abbiamo assimilato “un miracolo” ad un “punto saldo”. Allora perché non credere ai miracoli, a Dio stesso? Saranno i punti fermi a cui potremo ancorare il coraggio che ci farà orgogliosi e degni di esistere. Secondo voi quali sono le risposte a queste domande? Ovvero come ha avuto origine tutto questo? Com’è venuto ad esistere questo nostro pianeta e la vita su di esso? Se ascoltiamo i documentari più recenti o leggiamo le ultime recensioni scientifiche, non possiamo che rilevare questo:

«La vita è un miracolo!»

Per capirlo basta guardare una “foglia”. Per cercare di dimostrarlo, purtroppo, siamo costretti ad adoperare la difficile strada della logica e della filosofia. Pensiamo agli atomi che compongono la materia. Essi sono costituiti da un nucleo dove è concentrata la massa, e da elettroni che ruotano e vibrano intorno al nucleo formando una nube. Gli elettroni sono dotati di una certa quantità di energia vibrante e hanno massa trascurabile e non calcolabile. Il termine latino “quantum” è usato per descrivere un’unità di energia all’interno di un atomo. A livello quantistico, nessun aspetto del mondo materiale rimane tale: è strano pensare alla propria moglie come un insieme di “vibrazioni invisibili che avvengono nel vuoto”. A livello atomico, tutti gli oggetti che possiamo vedere, toccare, assaporare, annusare e amare sono composti al 99,9999% da spazio vuoto. In proporzione, la distanza tra un elettrone e il nucleo intorno al quale gira è superiore a quella che separa la Terra dal Sole. Non è possibile imbrigliare un elettrone, dato che questo libera vibrazioni d’energia che appaiono e scompaiono milioni di volte al secondo. Il mondo intero è un “miraggio quantico” che appare e scompare milioni di volte al secondo. L’intero universo è una specie di lucciola a luce intermittente. Non ci sono persone, case, boschi, nuvole, stelle o galassie, ma solo «campi di energia vibrante» che i nostri sensi non possono percepire. Il nostro cervello ci inganna vedendo oggetti solidi che mantengono una forma nel tempo e nello spazio, ma in realtà è solo vuoto con qua e là nuclei ed elettroni che vibrano. Per assurdo, ma per rendere l’idea, se noi potessimo diventare piccolissimi come una particella subatomica di un quark (10-18), vedremmo all’incirca quello che vediamo quando alziamo gli occhi al cielo in una notte stellata: con la differenza che il cielo sarebbe tempestato di comete con forti vibrazioni, che sono appunto gli elettroni. È difficile da immaginare. Per capire meglio, pensiamo alla dimensione di un atomo: 10-10 m (cioè un metro diviso per 10.000.000.000). Le dimensioni dei nuclei sono 10-4 volte più piccole (cioè diecimila volte più piccole) di quelle dell’atomo stesso. Insomma tra i diametri del nucleo e dell’atomo c’è un rapporto pari a quello fra la capocchia di uno spillo e il Colosseo. Poiché il volume è proporzionale al cubo dei diametri, la proporzione tra la materia solida e lo spazio vuoto in un atomo è pari a 10-12 (un milionesimo di milionesimo). Questo significa che se dividiamo lo spazio occupato da un atomo in un milione di parti e poi ogni parte in un milione di sub-parti, solo una di queste è occupata da materia, tutte le altre sono vuote! E poiché tutto sull’universo è fatto di atomi, ciò vuol dire che tutto quel che vediamo, compreso il corpo umano, è composto da una quantità di spazio vuoto un milione di milioni di volte maggiore dello spazio occupato dalla materia. Difficile da capire ed accettare. Quando tua moglie o tuo marito ti dirà che sei “vuoto” (o “vuota”), ella (egli) avrà perfettamente ragione. Quando si arriva ai limiti della materia c’è solo “vuoto”; un livello sub-quantico che la fisica chiama “virtuale”: luce, spazio e tempo diventano virtuali. Tutte le proprietà della materia perdono significato: la luce non s’irradia, lo spazio ha distanza uguale a zero e il tempo si ferma. È il “ventre della creazione”, sempre in movimento, vivo e dinamico, al quale non si possono applicare aggettivi come freddo e buio. L’universo virtuale è per noi così incomprensibile che solo il cuore e lo spirito religioso sembrano in grado di comprenderlo. Infatti secondo me dove non arriva la mente, arriva il cuore; non a caso se portiamo all’eccesso il ragionamento matematico si giunge alla filosofia; non a caso se portiamo ai suoi limiti il pensiero filosofico si approda al regno dell’amore e della religione. Adesso però mi viene spontaneo: “Possibile che siamo fatti solo di vuoto?”. Secondo me, questo vuoto non è davvero “vuoto”. Al suo interno si muovono “energie sottili” a noi ancora sconosciute: quando diciamo che Dio è dentro di noi o in ogni luogo, forse un giorno si potrà dimostrare che Egli è una di queste energie sottili; quando diciamo che satana influenza la nostra persona e ci inganna, forse un giorno si potrà dimostrare che è una di queste energie sottili; quando diciamo che “lo Spirito Santo è sceso su di noi” oppure che qualcuno è “pieno di Spirito Santo”, forse un giorno si potrà dimostrare che lo Spirito Santo è una di queste energie sottili; quando diciamo che è apparsa la Madonna, forse un giorno si potrà dimostrare che la Madonna è una di queste energie sottili; quando crediamo nel destino, forse un giorno si potrà dimostrare che sono proprio queste energie sottili ad influenzare gli atomi; lo stesso vale per i miracoli. La presenza di queste energie sottili ha un senso. Infatti, il “principio di conservazione dell’energia” è un:

«Principio della fisica che afferma che l’energia non può essere né creata né distrutta, ma solo trasformata fra due forme diverse.»

Gli scienziati non hanno spiegazioni per le vibrazioni di queste particelle subatomiche come gli elettroni e i quark, le cosiddette «fluttuazioni quantistiche». Molti affermano che esse “si muovono di moto proprio e che hanno energia propria”. Questo non può essere vero, proprio per il principio di conservazione dell’energia. Deve dunque necessariamente esistere una sorgente d’energia primaria che fornisca energia a queste particelle. La spiegazione più probabile è che siano queste energie sottili a fornire l’energia alle particelle subatomiche per farle vibrare, cioè che ogni energia si trasformi in un’energia di altra natura ed intensità, soddisfacendo il principio di conservazione. Questo scambio energetico potrebbe avvenire tra dimensioni diverse e, se così fosse, spiegherebbe perché a noi queste energie sottili sono invisibili. Secondo l’affascinante “Teoria delle stringhe”, a livello quantico esistono almeno dieci dimensioni. Infatti le equazioni matematiche hanno senso e rappresentano il moto degli elettroni solo se lo spazio ha dieci dimensioni. Poi una dissertazione teorizza l’esistenza di più dimensioni. È come se a livello quantico lo spazio-tempo non sia quadridimensionale, ma a dieci dimensioni. È solo nelle dieci dimensioni dello spazio-tempo che la teoria delle stringhe funziona. Ma allora dove sono queste sei ulteriori dimensioni? L’idea di alcune dimensioni nascoste fu effettivamente avanzata molti anni prima della formulazione della teoria delle stringhe; dal tedesco Theodor Kaluza e dallo svedese Oskar Klein. Kaluza e Klein dimostrarono che queste dimensioni potevano avere un effetto sul mondo come lo percepiamo. Dimensioni nascoste sono possibili e infatti possono modificare forze in dimensioni a noi percepibili. La teoria delle stringhe ha abbracciato l’idea di Kaluza e Klein e recentemente diversi esperimenti sono stati pianificati per cercare di osservare dimensioni nascoste. Be’, se si potesse dimostrare questo… vorrebbe dire affermare l’esistenza di un Dio dà la vita ed agisce sulla nostra esistenza. Non solo, significherebbe dimostrare che “non siamo soli” e questo sarebbe forse, non meno rivoluzionario.

 

(Articolo di Maurizio Marrani)

Ti è piaciuto questo articolo?
Ora puoi decidere di condividerlo, inviarlo per e-mail o stamparlo!


Lascia un Commento