Mi venne naturale pensare: “Che cosa potrebbe avere di diverso il paradiso terrestre dal nostro mondo?”.

«Dio il SIGNORE piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi pose l’uomo che aveva formato. Dio il SIGNORE fece spuntare dal suolo ogni sorta d’alberi piacevoli a vedersi e buoni per nutrirsi.»

(Genesi 1:8-9)

«Dio il SIGNORE prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse.»

(Genesi 1:15)

Pensandoci bene, il mondo in cui viviamo è perfetto: esso ci offre ogni «ben di Dio», la natura è meravigliosa e ci ricopre di doni. Quindi, forse già viviamo in un paradiso! Allora perché il mondo ci sembra un inferno? Perché non siamo mai felici? Perché la delusione, la paura e l’insicurezza guidano le nostre giornate? Perché siamo continuamente le vittime dell’ingiustizia? Perché le poche persone giuste, i “galantuomini”, si isolano per evitare l’arroganza, la prepotenza e la malafede dei più? Allora è logico pensare che viviamo davvero in un paradiso, in un miracolo, ma che non ce ne accorgiamo. La nostra mente è accecata da tutti i problemi che dobbiamo affrontare, ogni giorno; è accecata dal male che noi stessi generiamo. E’ vero dunque che il problema alberga dentro noi stessi: siamo noi gli imperfetti, siamo noi che sprechiamo in autonomia la nostra vita.

(Articolo di Maurizio Marrani)

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