Quella sera mi colpì il Vangelo del giorno, recitato da un sacerdote:

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un israelita in cui non c’è falsità».

Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».

Poi gli disse:

«In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

(Gv 1, 47-51)

Questo vangelo mette in luce la fede di Natanaèle e la promessa di Gesù per chi ha fede. Per ciascuno di noi predispone una situazione ottimale a liberare il nostro cuore; se, nonostante tutto, noi lo rifiutiamo, Lui aspetta ed anche un secondo prima di morire possiamo ravvederci e chiedere perdono. E il suo grande amore ce lo concede. Se però noi non crediamo e pensiamo sino alla fine che la morte sia la cessazione definitiva per l’uomo, questa lo sarà veramente e, allo scadere dei tempi, all’avvento promesso del Regno di Dio, Egli non avrà più pietà. Non ci è dato di conoscere la data di quando questa promessa si avvererà. Ci può consolare quanto riportato in questo passo Biblico:

«Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni reputano che faccia; ma egli è paziente verso voi, non volendo che alcuni periscano, ma che tutti giungano a ravvedersi.»

(2 Pietro 3:9)

In effetti, solo chi non vuol vedere, non vede. O tutti i cristiani sono pecore impaurite che si attaccano a qualunque cosa pur di evitare la paura della morte, o la maggioranza degli uomini è cieca e stolta. Questo dovrebbe essere “il dilemma”, per chi ha un minimo d’intelligenza e di cuore; allora perché non approfondire e verificare chi ha ragione. Purtroppo la situazione è più grave di quanto si possa pensare: regna l’indifferenza totale. Sarete concordi con me nel pensare che la descrizione della maggioranza degli uomini, riportata in questo passo Biblico, rispecchia la realtà:

«Ma sappi questo, che negli ultimi giorni ci saranno tempi difficili. Poiché gli uomini saranno amanti di se stessi, amanti del denaro, millantatori, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, sleali, senza affezione naturale, non disposti a nessun accordo, calunniatori, senza padronanza di se, fieri, senza amore per la bontà, traditori, testardi, gonfi d’orgoglio, amanti dei piaceri anziché amanti di Dio, aventi una forma di santa devozione ma mostrandosi falsi alla sua potenza; e da questi allontanati.»

(2 Timoteo 3:1-5)

Si può dedurre che era previsto. Gli uomini sarebbero diventati così. E per di più è un sintomo che siamo giunti alla fine dei giorni.

(Articolo di Maurizio Marrani)

Ti è piaciuto questo articolo?
Ora puoi decidere di condividerlo, inviarlo per e-mail o stamparlo!


Lascia un Commento