La venuta di Gesù avverava più di trecento profezie. eppure i sacerdoti del tempio, i leviti e gli scribi, non vollero vedere la venuta del Figlio di Dio, l’unto, il Cristo. Per loro Gesù era, ed è, uno dei tanti profeti di quel tempo. Lo condannarono a morte e lo fecero

crocifiggere dai romani. Poi si sono concretizzate le paure e le angosce del popolo Ebraico, le persecuzioni, le guerre ininterrotte. Basti pensare a Napoleone, ad Hitler, alle persecuzioni e ai massacri in Russia e tutt’oggi alla Terra Promessa dove regna la guerra. Forse che Dio si aspettasse dagli ebrei un pentimento, una conversione, un riconoscimento dei propri errori? D’altro canto, nella Bibbia, nei libri profetici, X-VII secolo a.C., era stato previsto che Gesù non sarebbe stato riconosciuto e che sarebbe stato crocifisso.

Il Salmo 22, scritto circa 1000 anni prima della venuta del Cristo, riporta le stesse parole pronunciate da Gesù in punto di Morte:

«Dio mio, Dio mio, perché? Perché mi hai abbandonato? Dio mio assente e lontano!»

(Salmo 22:1)

Predizione della Crocifissione 1000 anni prima del suo adempimento:

«Mani e piedi mi hanno forato: tutte le ossa mie vado contando, mentre loro mi stanno a guardare. E gli occhi si pascono lieti: la mia veste dividon tra loro, la mia tunica giocano a sorte.»

(Salmo 22:16-17)

Morte e Resurrezione di Gesù Cristo, predetta settecento anni prima della sua venuta dal profeta Isaia:

Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca. Dopo l’arresto e la condanna fu tolto di mezzo; e tra quelli della sua generazione chi rifletté che egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa dei peccati del mio popolo? Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato con il ricco, perché non aveva commesso violenze né c’era stato inganno nella sua bocca. Ma il SIGNORE ha voluto stroncarlo con i patimenti. Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni, e l’opera del SIGNORE prospererà nelle sue mani. Dopo il tormento dell’anima sua vedrà la luce e sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, egli dividerà il bottino con i molti, perché ha dato se stesso alla morte ed è stato contato fra i malfattori; perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli.

(Isaia 53:4-12)

Quindi, potrebbe essere che Dio abbia indurito i cuori dei sacerdoti affinché si realizzassero le Sacre Scritture? A tal proposito mi viene in mente il periodo in cui il popolo ebraico era in schiavitù in Egitto; nel libro dell’Esodo vi è chiaramente riportato che Dio indurì il cuore del Faraone affinché tutte le dieci piaghe si potessero compiere, compreso lo sterminio dei “primogeniti”. Cosicché senza l’intervento Divino, il faraone si sarebbe arreso prima a Mosè, e probabilmente anche i bambini si sarebbero salvati. Si potrebbe pensare a un intervento Divino, ma forse è un pensiero troppo crudele. Leggendo il libro successivo, Numeri, si capisce perché Dio abbia così disposto: con le dieci piaghe volle dare al popolo ebraico dei segni forti affinché credessero ciecamente in Lui, e al tempo stesso voleva punire il popolo d’Egitto perché colpevole di idolatria, di comportamenti animaleschi, di incesti ripetuti ormai radicati nel costume. Tornando a Gesù, forse Dio ha indurito il cuore dei sacerdoti sia perché si avverassero le Sacre Scritture sia perché volle punire il popolo ebraico che, nonostante i segni chiari che aveva ricevuto, aveva peccato ripetutamente e gravemente come riportato nell’Antico Testamento.

(Articolo di Maurizio Marrani)

 

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